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Monica Guerzoni

Il capo dello Stato celebra gli 80 anni dell'Assemblea che diede vita alla Carta fondamentale, evocando il «prezzo alto» pagato per arrivarci da chi subì il peso della dittatura. Applausi bipartisan: ma i vannacciani Pozzolo e Ziello non sono in aula

Tappeti rossi, commessi in alta uniforme, la banda che suona l'Inno nazionale in piazza Montecitorio, l'Aula della Camera in assemblea congiunta, Sergio Mattarella che parla dallo scranno più alto e la standing ovation che, per una volta, tiene assieme maggioranza e opposizione sottoscrivendo l'appello del Quirinale alla coesione e all'unità.

A Montecitorio si celebrano gli ottant'anni dell'Assemblea costituente che diede vita alla Carta fondamentale e il capo dello Stato rende omaggio alle donne e agli uomini che «nella Costituzione seppero dare forma alla libertà e alla democrazia degli italiani». Applaudono, tra gli altri, i presidenti Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa, la premier Giorgia Meloni, il presidente della Consulta Giovanni Amoroso.