Equo compenso, professionisti, intelligenza artificiale: anche su questi temi lo schema di Dlgs, presentato ieri in Consiglio dei ministri, ha iniziato a far luce. Il comma 1 dell’articolo 48 stabilisce, infatti, il principio secondo cui l’uso di sistemi di AI può comportare una modulazione dell’equo compenso in base alla legge 49/2023, modulazione ancorata alla classificazione di rischio del sistema di Ai impiegato: più è elevato, più richiede al professionista competenze aggiuntive che giustificano un adeguamento del compenso.
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Accogliendo con favore l’impostazione antropocentrica del provvedimento, il presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili, Elbano de Nuccio, aggiunge che è particolarmente rilevante il riferimento alla necessità di aggiornare i parametri dei compensi professionali anche alla luce dell’uso dell’Ai. «Le tecnologie di AI non riducono il valore della prestazione, ma ne trasformano le modalità di esecuzione, richiedendo competenze avanzate, capacità di controllo, supervisione e responsabilità più elevate. È essenziale che l’adeguamento dei parametri tenga conto dell’effettivo contenuto professionale delle prestazioni, evitando ogni automatismo che possa determinare fenomeni di concorrenza al ribasso», spiega de Nuccio.














