L’inizio con God bless the Usa e la chiusura con il balletto sulle note di “YMCA” e lo slogan Make America Great Again. L’esaltazione del trumpismo, le “vittorie quotidiane” e lo spauracchio comunismo. Più che un discorso da celebrazione ufficiale è stato un comizio elettorale, quello che ieri sera il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha fatto davanti alla platea radunata al National Mall di Washington per l’inizio delle festa per i 250anni degli Stati Uniti.

Del resto, già nelle settimane scorse, alcuni degli artisti che avrebbero dovuto aprire l’evento, tra cui Martina McBride, i Commodores e Young MC, avevano deciso di ritirarsi, proprio per l’eccessiva affiliazione con la CasaBianca e la connotazione politica data alla celebrazione. Da qui la decisione di Trump di annullare il concerto di apertura e sostituirlo con il suo discorso. Trenta minuti, un tempo tutto sommato limitato per gli standard del presidente Usa. “Mentre ci troviamo alla soglia del nostro 250esimo anno di indipendenza, sono entusiasta di dichiarare che l’America è tornata“, ha detto il tycoon alle migliaia di persone radunate dietro una parete di vetro antiproiettile che si estendeva sul palco. Bandiere a stelle e strisce e cartelli “Freedom 250” addobbavano il Mall, mentre sugli schermi campeggiava la scritta “The Great American State Fair”.