«L’America è tornata». Lo ha detto Donald Trump aprendo a Washington le celebrazioni per i 250 anni degli Stati Uniti. Sul palco del Mall, il parco nazionale che collega Capitol Hill al Lincoln Memorial, il presidente è protetto da una barriera di plexiglass dopo che in campagna elettorale nel 2024 è stato vittima di un attentato a Butler, in Pennsylvania. Trump si è autocelebrato, dicendo che «ogni giorno otteniamo una vittoria storica», nel corso del suo messaggio. “Dovremo sconfiggere di nuovo il comunismo” Trump ha quindi sostenuto che l'America ha «sconfitto il fascismo e il comunismo», ma adesso «dovremo sconfiggere un'altra volta il comunismo». Il riferimento è all'avanzata dei socialisti democratici guidati dal sindaco di New York Zohran Mamdani, protagonisti delle primarie democratiche: prima del discorso li aveva definiti «comunisti». E proprio di Mamdani, poche ore prima aveva detto, rispondendo a una domanda dei giornalisti, che è «un tipo affascinante, è un bel ragazzo». "La festa di compleanno più indimenticabile" In un National Mall era addobbato con decorazioni patriottiche, tra cui bandiere americane e cartelli "Freedom 250", Trump ha parlato alle migliaia di persone intervenute per il suo discorso da dietro una parete di vetro antiproiettile. Un discorso breve, di meno di 30 minuti. «Mentre ci troviamo alla soglia del nostro 250° anno di indipendenza, sono entusiasta di annunciare che l'America è tornata», ha detto. Aggiungendo poi che «stiamo dando inizio alla festa di compleanno più indimenticabile che qualsiasi Paese abbia mai visto. Oh, vi divertirete un mondo». “L'Iran non avrà mai l'arma nucleare” Parlando della situazione in Medio Oriente, Trump ha quindi chiarito che «abbiamo firmato un accordo che ha ottenuto ciò che nessun presidente aveva fatto prima: l'Iran non avrà mai l'arma nucleare». E ora «il Medio Oriente è ora più sicuro». “Siamo la nazione più giovane ma superiore a tutte le altre” Trump ha poi rivendicato il fatto che gli Stati Uniti sono «una nazione giovane ma superiore a tutte le altre». E in questo momento «l'America porta la fiaccola della civiltà occidentale». Gli Stati Uniti, ha quindi sottolineato, sono «il più grande produttore di petrolio al mondo. Più della Russia e dell'Arabia Saudita insieme». Nuovi attacchi ai partner europei Prima del discorso al comizio, Trump era tornato ad attaccare i partner europei. E incontrando il Segretario generale dell'alleanza Mark Rutte ha affermato che «se ci fosse qualcun altro in questa posizione (di Segretario generale della NATO, ndr), non avremmo nemmeno una riunione oggi, per essere onesti, perché ci hanno deluso». Trump si è poi rivolto in particolare alla Spagna, mentre criticava anche l'Italia, il Regno Unito, la Germania e la Francia.