Oggi sottoscriviamo insieme un patto simbolico sulla via italiana del dialogo interreligioso e sul nostro ruolo nello spazio pubblico per la coesione sociale. Importante punto di arrivo ma anche un punto di partenza per un nuovo ciclo della storia interreligiosa del nostro Paese. Pubblichiamo l’intervento della Coreis letto in occasione del Patto tra le religioni italiane firmato questa mattina all’Ara Pacis

Saluto con l’augurio tradizionale di Pace le autorità religiose e politiche presenti e ringrazio tutti i rappresentanti delle varie confessioni religiose con i quali ci siamo accompagnati in questi tre anni di incontri e dialoghi.

Oggi sottoscriviamo insieme un patto simbolico sulla via italiana del dialogo interreligioso e sul nostro ruolo nello spazio pubblico per la coesione sociale.

Permettetemi di condividere con tutti voi i nostri auguri per il nuovo anno. La comunità musulmana, infatti, ha festeggiato da poche settimane il nuovo anno islamico 1448 con l’inizio del nuovo mese di Muharram uno dei quattro mesi, tra i dodici mesi lunari, che Dio ha reso particolarmente sacri, il mese che segue il rito del pellegrinaggio e il sacrificio di Abramo e suo figlio.

Nella nostra moschea centrale al-Wahid di Milano venerdì scorso l’imam ha commentato nel sermone un versetto del Sacro Corano nel quale Dio si rivolge ai credenti e li invita tutti insieme a “tenere fede ai patti! awfū bi-l-uqūdi”. Siamo invitati tutti insieme ad essere fedeli, leali, a onorare gli accordi e a rispettare le intese per il beneficio spirituale e materiale delle diverse comunità di credenti nella ricerca costante del vero bene comune.