Reggiana, Spezia e Pescara. Nonostante Ronaldinho, non si prospetta certo un girone ‘facile’ per il Ravenna. E per fortuna che, dopo l’Arezzo, anche l’Ascoli è finito al piano di sopra, altrimenti la concorrenza sarebbe stata ben più serrata. Tutte e tre le retrocesse dalla serie B confluiranno dunque nel girone B di serie C. Il Ravenna, che parte dal terzo posto della passata stagione e dall’eliminazione ai quarti di finale dei playoff, avrà pane per i propri denti. L’obiettivo resta ambizioso. Anzi, lo è ancor di più rispetto a quello del debutto fra i professionisti per la compagine del presidente Ignazio Cipriani, perché con l’operazione Dinho, non ci si può più nascondere, anche se il giocatore verrà utilizzato a spot.
Si prospetta dunque una stagione da assoluti protagonisti. Ne vedremo delle belle? È l’augurio di tutti. Da gennaio poi, lo stadio Benelli avrà 1.350 posti in più di gradinata, elevando così la capienza a quasi 6.500 spettatori, che diventeranno 9.000 a partire dalla stagione 2027-28. Rispetto al campionato 2025-26, oltre alle retrocesse Pontedera e Bra, il Ravenna perde le trasferte di Terni (per il fallimento della Ternana) e Carpi.
La squadra di mister Cassani, nel rispetto del criterio longitudinale, è stata dirottata nel girone A, essendo la più a nord. A dire il vero c’è ancora la possibilità che il Carpi resti nel raggruppamento centrale, ma solo se verrà ripescata la Virtus Verona. In arrivo dal girone C c’è il Latina, mentre le neopromosse dalla D sono il Grosseto, il Vado (che giocherà a Sestri Levante come il Bra la scorsa stagione) e l’Ostiamare del presidente Daniele De Rossi.














