Si sa che il nonno, un certo Raul Gardini, amava fare le cose in grande. E così, quando all’alba degli anni Novanta decise di occuparsi del Messaggero Volley, per battagliare sotto l’avveniristica cupola del Pala De Andrè, pretese il meglio: ovvero Karch Kiraly e Steve Timmons. E i risultati arrivarono, eccome se arrivarono, tanto che a Ravenna se li ricordano ancora tutti, con i lucciconi agli occhi. E così Ignazio Cipriani, 38 anni, il nipotino di nonno Raul, non ha voluto essere da meno del suo illustre antenato e venerdì sera ha incendiato una già calda serata di inizio estate con un botto che non si dimentica: l’annuncio dell’ingaggio di Ronaldinho per il suo Ravenna, di cui Ignazio è presidente dal 2024. E così se esisteva ancora qualcuno che non conosceva il nome della città dei mosaici è stato servito. Perché venerdì sera i siti di tutto il mondo riportavano la più incredibile delle notizie, roba da Fantacalcio: Ronaldinho al Ravenna, in serie C, alla faccia dei suoi 46 anni.

Stupiti? Fino a un certo punto, perché fin dal primo giorno di presidenza la strategia di marketing di Ignazio Cipriani è stata contraddistinta dalla voglia di spiazzare tutti. Era un giorno di tarda primavera del 2024 quando una sua mail da neopresidente arrivò ai mass media bizantini. Il Ravenna allora pativa in serie D, ma lui parlò di serie A da raggiungere rapidamente. In molti sorrisero, ma Cipriani fin dal primo giorno ha dimostrato di voler fare le cose sul serio, sempre all’insegna di annunci roboanti che hanno contribuito a infiammare la piazza, assetata di calcio e rosa dal rimpianto dei gloriosi tempi in serie B. E così Ignazio si fece affiancare nella stanza dei bottoni mica da uno qualunque, bensì da Ariedo Braida, affidando la poltrona di vicepresidente a uno che da dirigente col Milan aveva vinto tutto.