di
Filippo Mazzarella
La distruzione della Casa Bianca sotto forma di un'invasione aliena è diventata una delle icone del cinema americano
Il 25 giugno 1996 usciva negli Usa (da noi arrivò tre mesi dopo) Independence Day, il blockbuster - come ai tempi si usava dire - con cui il regista tedesco Roland Emmerich divenne un fenomeno dei botteghini regalando però al cinema americano anche una delle sue icone più inattese: la distruzione della Casa Bianca sotto il fuoco di un'invasione extraterrestre.
In un’epoca in cui Internet era agli albori della sua esplosione popolare, la globalizzazione sembrava il destino inevitabile del pianeta e gli Stati Uniti vivevano l'apice della loro supremazia dopo la fine della Guerra Fredda, il film rappresentò l’apice della fantascienza catastrofica dell'era post-sovietica, ma anche una delle ultime fasi dell’immaginario trionfalista americano prima delle grandi fratture del nuovo millennio e della definiva disintegrazione dell’«innocenza» geopolitica statunitense.






