Malattia dermatologica che coinvolge la pigmentazione della pelle, è ancora di origine sconosciuta. Colpisce circa l'1% della popolazione mondiale e si verifica più frequentemente dopo i vent'anni

Il 25 giugno di ogni anno si celebra la Giornata mondiale della vitiligine, un disturbo della pigmentazione cutanea che si manifesta con macchie bianche in alcune parti del corpo - talvolta anche estese - dovute all'assenza di melanina. Istituita nel 2011, la ricorrenza punta a sensibilizzare l’opinione pubblica su questa malattia dermatologica. Come spiega l’Istituto Superiore di Sanità (Iss) si tratta di una patologia di origine autoimmune in cui il sistema immunitario attacca per errore i melanociti. Non si conoscono elementi che possano scatenarla o favorirla, anche se è stata documentata una frequenza maggiore tra componenti della stessa famiglia. Sembrerebbe causata da una reazione eccessiva del sistema di difesa dell’organismo che attacca, per errore, le cellule - i melanociti - produttrici del pigmento - la melanina - che determina il colore naturale della pelle generando, così, la presenza di macchie chiare ben circoscritte.

Si stima che nel mondo siano circa 100 milioni i pazienti affetti da vitiligine; 500-800 in Italia. È una patologia autoimmune – cioè dovuta a una disfunzione del sistema immunitario. Colpisce circa l'1% della popolazione mondiale senza differenze di sesso o di etnia e può presentarsi in ogni momento della vita, ma più frequentemente nei primi venti anni. La vitiligine - caratterizzata dalla comparsa di macchie più chiare rispetto al colorito della pelle - non è dolorosa e i pazienti non sono contagiosi, né corrono rischi per la salute. L’andamento della malattia è rapido e le macchie bianche possono presentarsi in ogni area del corpo - anche sui capelli e dentro la bocca - più comunemente sul viso, sul collo, sulle mani e nelle pieghe cutanee.