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Il 25 giugno si celebra la Giornata Mondiale della Vitiligine, una ricorrenza nata per aumentare la consapevolezza su una malattia che interessa milioni di persone nel mondo e che, ancora oggi, è spesso accompagnata da falsi miti e pregiudizi. Non è contagiosa, non è pericolosa per la vita, ma può avere un impatto profondo sull’autostima, sulle relazioni sociali e sulla qualità della vita. La vitiligine può comparire a qualsiasi età, anche se nella maggior parte dei casi esordisce prima dei 30 anni, e si manifesta con la comparsa di chiazze bianche dovute alla progressiva perdita dei melanociti, le cellule che producono la melanina, il pigmento responsabile del colore della pelle. Negli ultimi anni, però, la ricerca ha compiuto importanti passi avanti. Oggi si conoscono meglio i meccanismi che la provocano e sono disponibili terapie sempre più efficaci, capaci di rallentarne l’evoluzione e, in molti casi, favorire la ripigmentazione della pelle. «Una corretta informazione è fondamentale», spiega la dottoressa Laura Mazzotta, medico estetico, specialista in Igiene e Medicina preventiva e in Nutrizione clinica presso il Poliambulatorio Aesthe Medica di Ferrara. «Una diagnosi precoce permette non solo di intervenire tempestivamente sulla malattia, ma anche di ridurne il peso psicologico, che spesso viene sottovalutato».








