Un bottino pesante, non solo e non tanto per il valore: avrebbe incluso 30mila euro, tutti in monete da 1 o 2 euro che sarebbero state nascoste dentro il muro di una cantina in una casa di Montecchio, da cui due anni fa sarebbero state rubate. Il denaro portato via avrebbe raggiunto oltre 200 chili. Non solo: secondo l’iniziale ricostruzione accusatoria, l’imputato, un 50enne residente in paese, dopo aver forzato la porta della casa della persona offesa, che era un suo amico, avrebbe rubato anche attrezzi da lavoro del valore di 50mila euro, gioielli per 20mila euro, vestiti, alimenti e un portafogli. L’ammanco totale del colpo datato 12 aprile 2024 avrebbe raggiunto i 100mila euro. L’imputato ieri è stato assolto "perché il fatto non sussiste": secondo il giudice Michela Caputo non vi fu alcun colpo e quindi si è dissolta la stessa accusa di furto aggravato di beni di rilevante valore e commesso con violenza sulle cose. Medesima richiesta di una pronuncia liberatoria era stata avanzata non solo dagli avvocati difensori Roberta Dieci e Giovanni Tarquini, ma anche dal pubblico ministero. Secondo quanto emerso, l’inquilino era stato arrestato qualche giorno prima del presunto furto: lui aveva chiamato l’imputato, di cui era amico, dicendogli che era finito in manette e chiedendogli di andare a togliere i surgelati dal freezer; il 50enne sarebbe poi andato a Montecchio per prendere gli alimenti come richiesto.