HomeArezzoCronacaTruffano anziana per 50mila euro. Presi sulla E45 a Sansepolcro. Due giovani finiscono in manetteSi erano spacciati per funzionari della Procura: decisivo il monitoraggio della loro auto. I carabinieri hanno recuperato l’oro fatto sparire poco prima. I parenti avevano dato l’allarme.Si erano spacciati per funzionari della Procura: decisivo il monitoraggio della loro auto. I carabinieri hanno recuperato l’oro fatto sparire poco prima. I parenti avevano dato l’allarme.Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguicidi Claudio Roselli
Si erano spacciati per funzionari della Procura della Repubblica e avevano truffato un’anziana in Romagna, ma evidentemente è diventata la barriera invalicabile per chi commette reati di questo tipo. Anche se sembra l’ennesima replica di una storia già nota, il ritornello si è ripetuto e due individui sono finiti in manette non appena hanno attraversato il tratto toscano della E45. La loro avventura è terminata intorno alle 18.30 di venerdì: un napoletano e un egiziano, con età fra i 25 e 30 anni e residenti fuori comprensorio, si erano recati a casa di una 80enne che vive a Faenza, dicendole di dover effettuare controlli su ori e denari; man mano che la signora mostrava segnali di preoccupazione, i malviventi aumentavano le richieste. Risultato: la malcapitata ha consegnato loro un cofanetto contenente diversi oggetti preziosi fra collane, braccialetti e anelli, per un totale di 400 grammi in oro e un valore commerciale stimato intorno ai 50mila euro, ai quali ha poi aggiunto una somma di 2500 euro in contanti. Una volta messo a segno il raggiro, i due si sono dati alla fuga a bordo di una Toyota Yaris di colore bianco che però era da tempo segnalata e monitorata, oltre che presente nella banca dati delle forze di polizia; un elemento determinante, questo, per la soluzione del caso, dal momento che l’anziana non aveva avuto la prontezza di intuire che le avevano teso la trappola per riuscire magari ad annotare la targa della vettura; anzi, sono stati i parenti – da lei chiamati – ad aprirle gli occhi, nonostante fosse oramai tardi per tentare di intercettarli. È partita comunque la segnalazione che ha permesso ai carabinieri della Compagnia guidati dal maggiore Carmine Feola (nella foto) di organizzare il pattugliamento in superstrada nei pressi dello svincolo nord della città, dove la Yaris è stata bloccata e perquisita.







