HomeUmbriaCronaca"Realizzare una Rsa a Castiglione". La richiesta approda in RegioneIn Terza commissione la petizione sottoscritta da mille cittadini per la Residenza sanitaria assistenzialeLa petizione è stata promossa dalla segretaria locale di Forza Italia, Pierina LodovichiRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciLa spinta popolare per dotare Castiglione del Lago di una Residenza Sanitaria Assistenziale (Rsa) e di una Residenza Protetta convenzionate approda sul tavolo della Regione Umbria, incassando una prima audizione, mentre sul fronte politico locale le opposizioni tornano alla carica sulle più ampie criticità dei servizi territoriali. Dopo aver raccolto oltre mille firme ed essere stata sostenuta all’unanimità dal consiglio comunale castiglionese nel novembre 2025, la petizione promossa dalla segretaria locale di Forza Italia, Pierina Lodovichi è stata al centro ieri dell’audizione nella Terza commissione consiliare permanente a Palazzo Cesaroni. L’iter punta all’inserimento della nuova struttura nel redigendo Piano socio-sanitario regionale.
L’incontro si è concluso con un bilancio definito molto positivo dai promotori: al termine delle valutazioni, il presidente della commissione Luca Simonetti ha disposto un aggiornamento dei lavori per consentire agli uffici tecnici i doverosi approfondimenti di fattibilità in vista di una nuova convocazione. A mantenere alta l’attenzione sul tema della salute pubblica interviene parallelamente Paolo Brancaleoni, capogruppo di "Castiglione Civica e le sue Frazioni", che denuncia lo stallo dell’amministrazione nel convocare il consiglio comunale aperto richiesto dalle minoranze all’inizio di maggio. L’assise, pensata per un confronto diretto con la presidente della Giunta regionale Stefania Proietti e i vertici dell’Usl Umbria 1, non ha ancora una data fissata. Brancaleoni ricorda come nell’ottobre del 2025 tutte le forze politiche avessero consegnato ufficialmente alla presidente della Regione, in visita istituzionale, un documento unitario sulle necessità sanitarie del Trasimeno, accusando ora l’esecutivo locale di eludere l’argomento. Il capogruppo lancia inoltre una proposta operativa legata alle dinamiche immobiliari del territorio: in vista della chiusura degli uffici di Coop Centro Italia prevista per l’imminente 30 giugno, Brancaleoni suggerisce di riconvertire gli spazi che oggi ospitano 160 dipendenti proprio in una Rsa o in una casa di riposo, anche privata ma convenzionata.












