HomeForlìCronacaSpettacolo in nome di Sara. La sorella: "La sofferenza può trasformarsi in ascolto"Il giorno del 37° compleanno ha debuttato ‘Ritorno’, storia di soprusi e ingiustizia che toccano una prof e una studentessa. L’omaggio del sindaco alla famiglia.Emanuela Pedri, sorella di Sara (ginecologa scomparsa a Trento nel 2021), all’Auditorium con la locandinaRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciCi sono ferite che non sanguinano. Non chiedono soccorso. Continuano a vivere dentro le persone mentre all’esterno tutto sembra normale. Sono le più difficili da riconoscere. Martedì sera, all’Auditorium di viale della Libertà, ‘Ritorno’ ha dato voce a quel dolore che spesso cresce nel silenzio e nell’indifferenza. La data dello spettacolo non era casuale: il 23 giugno sarebbe stato il 37° compleanno di Sara Pedri, la giovane ginecologa forlivese scomparsa nel 2021 in Trentino. Secondo l’ipotesi investigativa, la donna avrebbe compiuto un gesto estremo nelle acque del lago di Santa Giustina dopo le presunte vessazioni sul luogo di lavoro.

‘Ritorno’, promosso dalla famiglia Pedri, nasce dal percorso che la sorella Emanuela porta avanti attraverso l’associazione Nostos per tenere viva l’attenzione sul mobbing. Lo spettacolo è stato scritto e diretto da Gianni Guardigli, già autore nel 2024 de ‘Le foglie non si riposano mai’, primo spettacolo dedicato alla storia di Sara. ‘Ritorno’ porta in scena Antonia, interpretata da Arianna Ninchi, docente che si trova a fare i conti con una vicenda di violenza che coinvolge una sua studentessa. Sullo sfondo scorrono le lezioni sull’Antigone di Sofocle, che riportano continuamente la protagonista alla stessa domanda: è possibile restare spettatori davanti a un’ingiustizia? Alessandro Maltoni firma le musiche originali che accompagnano il viaggio di Antonia.