Teatro.25 maggio 2026 alle 01:17

Un racconto teatrale intimo e dolorosamente umano che attraversa il confine fragile tra memoria e perdita, mettendo al centro il legame profondo tra una madre e una figlia. Ecco “In te”, lo spettacolo andato in scena ieri all’Adriano di via Sassari a Cagliari. Protagonista con Sveva Contu, ma anche autrice del testo, Sara Balistreri. Direzione tecnica Emanuele Mocci. Sound design Roberto Balistreri.

La drammaturgia si costruisce attraverso frammenti di vita quotidiana:dialoghi ironici, ricordi luminosi, piccoli rituali domestici e confessioni sospese nel tempo. Dettagli apparentemente minimi diventano custodi di un’identità che lentamente si sgretola. Parallelamente ai ricordi prende forma il “tempo sospeso” della malattia: la dimenticanza che all’inizio sembra distrazione, poi crepa invisibile, infine frattura irreversibile. La madre perde i nomi, gli oggetti, gli spazi, fino a non riconoscere più la figlia; la figlia raccoglie ciò che cade: parole, gesti, abitudini, memorie. Cerca di custodire l’essenza della madre anche quando la madre stessa non riesce più a trovarla.Lo spettacolo affronta il tema della degenerazione della memoria senza retorica, alternando leggerezza e devastazione emotiva, ironia e silenzio. La relazione tra le due protagoniste si trasforma progressivamente: la figlia diventa rifugio della madre, memoria viva del loro amore, ultimo luogo sicuro contro l’oblio. In una scena attraversata da immagini evocative, musica e momenti di forte sospensione emotiva, “In te” racconta ciò che resta quando tutto sembra scomparire: l’amore.