HomeCultura e SpettacoliControcorrente da cinquant’anni. Mtm e la stagione delle nozze d’oroFondata da Callegaro come Teatro degli Eguali nel ’76, la formazione di casa al Litta festeggia il mezzo secoloFondata da Callegaro come Teatro degli Eguali nel ’76, la formazione di casa al Litta festeggia il mezzo secoloRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciUn amore che non divorzia mai. Così introduce la nuova stagione Mtm. Che quasi viene da canticchiare Sal Da Vinci. D’altronde c’è parecchio orgoglio in corso Magenta per questi primi cinquant’anni di storia. Nozze d’oro. Anche se le Manifatture teatrali milanesi sono solo l’ultimo step di un viaggio iniziato tempo fa con il Teatro degli Eguali, fondato da Gaetano Callegaro il 24 giugno 1976 insieme una manciata di amici. Si era tutti ragazzini. Da allora trasformazioni, ricambi generazionali, fusioni. L’approdo a Palazzo Litta e la nascita del multisala col Leonardo. Mentre il fondatore è stato via via affiancato dalla presidente Gaia Calimani e dagli altri direttori artistici Valeria Cavalli, Antonio Syxty e Filippo Renda.

Insomma: un’avventura da raccontare. O almeno da festeggiare. Con il cartellone 2026/2027 che nasce sotto il tema “Una lunga storia d’amore“. E soprattutto sui promettenti numeri dello scorso anno, che hanno visto oltre 60 mila spettatori e 300 alzate di sipario. "Che cos’è il teatro quando attraversa mezzo secolo – sottolineano i direttori –, se non un atto di resistenza quotidiana? È un amore che si è forgiato affrontando i problemi concreti di ogni impresa culturale, fatto di cicatrici, affanni e pragmatismo. Quello tra Callegaro, il Teatro Litta e oggi Manifatture teatrali milanesi è un matrimonio “controcorrente“: una gestione che ha saputo far quadrare i sacrifici con il rispetto per il lavoro e per i lavoratori dello spettacolo che negli anni hanno abitato i nostri spazi. Un’impresa che ha saputo elaborare le difficoltà per trasformarle in energia, senza mai tradire quel patto originario con il pubblico, con la città e con la propria identità di artigiani della cultura".