Folla all’ultimo saluto di Benini, per anni è stato titolare del bagno GiadaRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciC’era il sole, quel sole che aveva accompagnato le tanti estati trascorse a rendere accogliente il proprio stabilimento balneare e c’erano i familiari, i tanti bagnini che lo stimavano, i clienti del suo bagno divenuti amici con tempo e una chiesa silente e raccolta in un unico grande dolore per la scomparsa di Ivan Benini titolare del bagno Giada, stabilimento che si trova al lido delle Nazioni.

Era stato uno dei pionieri del turismo, aprendo nel lontano 1972 il proprio stabilimento balneare e distinguendosi per quel sorriso solare e l’innata disponibilità ad aiutare chiunque avesse avuto bisogno. Nel 1988 perse in un incidente stradale la prima moglie – si chiamava Grazia –, conobbe poi l’attuale moglie Federica Dall’Aglio. "Mio figlio Nicola, all’epoca, aveva sette anni – ricorda lei – e per Ivan è diventato da subito il suo terzo figlio assieme a Milo e a Barbara". Grande il cordoglio e la commozione dei tantissimi cittadini che erano presenti all’ultimo saluto. Il rito è stato celebrato nella chiesa del Lido della Nazioni e, una volta che si è conclusa la cerimonia, la salma è stata accompagnata al cimitero di San Giuseppe. Di Ivan Benini una cliente ha scritto un ricordo che suona come una poesia, frasi a tratti molto toccanti, cariche di affetto. "Fare il proprietario di uno stabilimento balneare non è semplice – si legge nel testo –. Ogni anno il sole, il vento e le intemperie si abbattono sul tuo stabilimento ed ogni anno rinnovi. Poi chiudi tutto dentro le cabine e, finalmente, dopo gli implacabili mesi estivi ti fermi, ritrovi un ritmo, i nervi si distendono, e pazientemente aspetti. Questa volta, ironicamente, hai deciso di lasciarti andare il primo giorno d’estate. Chissà quante cose vi siete detti tu e il mare. Negli anni sei stato testimone di tanta vita, i tuoi occhi buoni e le tue fragorose risate hanno protetto i bambini che corrono, gli amori che sbocciano sotto i tuoi ombrelloni e hanno accompagnato le competizioni sportive più disparate". Forte è stata la commozione che è stata suscitata dal brano, commozione ancora più intensa quando al cimitero di San Giuseppe i presenti hanno salutato per l’ultima volta Ivan.