HomeUmbriaCronacaListe d’attesa e “urgenze“. Il Santa Maria potenzia l’offerta diagnosticaPrevisto dall’azienda ospedaliera un impegno da parte dei propri professionisti pari a 2.307 ore, corrispondenti 4.335 prestazioni da effettuarsi entro fine anno.L’ospedale Santa Maria di TerniRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciL’azienda ospedaliera Santa Maria mette in campo diversi interventi nell’ambito del Piano operativo straordinario di recupero delle liste di attesa, riferito alla gestione delle prestazioni definite "urgenti". L’azienda - come spiega in una nota - ha definito i fabbisogni aziendali e quelli per la Usl2 predisponendo il Piano attuativo aziendale 2026, che prevede il potenziamento dell’offerta e il governo della domanda con azioni strategiche mirate. Ha incentrato il proprio piano di attività aggiuntiva sulla diagnostica per immagini, prevedendo un impegno da parte dei propri professionisti pari a 2.307 ore, corrispondenti 4.335 prestazioni da effettuarsi entro il 31 dicembre 2026.
Nello specifico, rispetto alla richiesta in costante aumento di prestazioni strumentali di diagnostica per immagini, l’azienda ha messo in campo diverse azioni. Tra queste: la costruzione di agende Cup dedicate all’abbattimento delle prese in carico "scadute" e "non scadute", con monitoraggio dei tempi di attesa e rimodulazione dell’offerta in favore delle prestazioni con peggiori indici di performance; il monitoraggio delle urgenze con gestione in tempo reale delle prestazioni; la costante revisione della struttura delle agende Cup; la massima saturazione delle agende Cup tramite attivazione del meccanismo di saturazione automatica 48 ore prima dell’effettuazione dell’Ambulatorio e recall quotidiano da parte delle piastre Cup aziendali. Su questo fronte - viene sottolineato - l’azienda mostra un tasso di saturazione pari a 86,8%, funzionale alla gestione delle richieste più urgenti.






