di Aldo di Tommaso

Pesche, nettarine, albicocche, susine, ciliegie. L’estate riporta la frutta sulle tavole e nei campi dell’Emilia-Romagna una parola attesa: raccolto. Dopo gelate, alluvioni e fitopatie, il 2026 è partito con un aumento della produzione. Ma Davide Vernocchi, frutticoltore ravennate e presidente di Apo Conerpo, invita a guardare oltre le cassette piene: "La stagione si giudica dal reddito che lascia alle aziende".

Presidente, è davvero l’estate della ripartenza?

"È una boccata d’ossigeno. Le prime indicazioni parlano di una crescita del 6-7%, ma la campagna estiva è ancora aperta. Il caldo aiuta i consumi, però stressa le piante. Molte pratiche restano manuali e con 40 gradi diventano difficili".

Quanto pesa l’Emilia-Romagna nella frutta italiana?