"Per la prima volta nella storia il Gruppo Apofruit supera i 400 milioni di fatturato consolidato". Ernesto Fornari è il direttore generale di Apofruit, una realtà di riferimento a livello internazionale per il comparto ortofrutticolo. La sede centrale, 66 anni dopo la nascita, è sempre a Cesena, ma il Dna negli anni è diventato un vero e proprio modello di Made in Italy. Tanto da essere presente sul campo ogni mese dell’anno, dal raccolto invernale a quello estivo. E poi, direttamente sui punti vendita, dalle mele prodotte in Trentino e alle arance della Sicilia, passando per Puglia, Basilicata, Calabria, Lazio e naturalmente Emilia-Romagna, per offrire ai consumatori le eccellenze di ogni regione coltivate dai soci.
Direttore Fornari, che anno è stato il 2025?
"Apofruit Italia si è consolidata sempre di più, con 2.350 soci, 9.200 ettari coltivati, stabilimenti sparsi in tutta Italia, produzione bio e un liquidato ai propri produttori, che nel 2025, si attesterà sui 147 milioni di euro, il 4,8 per cento in più rispetto al 2024. Il kiwi, in tutto ciò, è ormai diventato un prodotto leader. Per quanto riguarda i mercati, quello nazionale è stabile al 60%, mentre l’export si attesta ancora una volta al 40%. Insomma, un 2025 dove i numeri sono stati complessivamente positivi, con un conferimento che è stato di 1,6 milioni di quintali (con una previsione, per il 2026, di circa 100mila quintali in più) e un fatturato di 267 milioni di euro. Siamo una realtà che lavora 12 mesi all’anno e su più territori. Possiamo dire che ‘siamo sempre in campagna’. Ci apprestiamo a svolgere le assemblee a fine mese in cui verranno presentati il bilancio chiuso al 31 dicembre 2025 e la liquidazione delle produzioni invernali". Invece, a livello di Gruppo Aprofuit, com’è andata?






