VENEZIA - Quando è uscito di corsa dalla sala Legni, sede della commissione Sanità a Palazzo Ferro Fini, ieri mattina l’assessore regionale Gino Gerosa ha ridimensionato il caso del direttore generale Peter Assembergs. «Perché mai dovrei tirargli le orecchie? Prima devo parlare con le persone e capire cosa succede», ha tagliato corto l’esponente della giunta Stefani, annunciando infatti che domani pomeriggio a Vicenza incontrerà il vertice dell’Ulss 8 Berica e i responsabili dei dipartimenti aziendali, per fare il punto sul clima di tensione che sabato dovrebbe culminare in una manifestazione nel parcheggio dell’ospedale San Bortolo. Ma il centrosinistra ha criticato l’incontro congiunto: «Come si può immaginare che i primari parlino liberamente in una stanza con il dg che hanno denunciato?», ha chiesto Carlo Cunegato (Alleanza Verdi Sinistra). Nel frattempo a Vicenza la Conferenza dei sindaci, nell’ambito delle “pagelle” relative al 2025, ha assegnato 20 punti e cioè il massimo previsto alla precedente direttrice Patrizia Simionato: un voto eloquente, quello dell’organismo a maggioranza di centrodestra, nel momento in cui lo scontro è anche sui numeri della gestione.

Case di Comunità, il Veneto brucia tutti: «C'è l'intesa con i medici»I consiglieri L’audizione di Gerosa in commissione regionale era stata chiesta da Chiara Luisetto e Antonio Dalla Pozza (Partito Democratico) alla presidente Manuela Lanzarin (Lega), che ha inquadrato così la vicenda: «Finora l’assessore ha incontrato l’Ordine dei medici e alcuni primari, mentre la settimana prossima ci riferirà l’esito del confronto con il dg Assembergs e il collegio di direzione. L’auspicio è che si ricompongano le frizioni». Ma al Pd non sono bastate le rassicurazioni di Gerosa: «Ci saremmo attesi una maggiore consapevolezza della gravità della situazione. Invece l’assessore alla Sanità non è andato oltre una serie di risposte evasive, minimizzando e quasi contestando la veridicità delle notizie emerse in queste settimane. E addirittura i consiglieri vicentini del centrodestra hanno fatto scena muta, come se nulla fosse successo». In effetti solo con la garanzia dell’anonimato è trapelato il timore dai banchi della maggioranza: «Siamo preoccupati perché l’Ulss 8 è un’azienda importante, con ospedali hub e alte specializzazioni. Una gestione così ruvida dei rapporti non va bene». Cunegato ha ribadito la richiesta di dimissioni o rimozione di Assembergs, rimarcando le criticità di un colloquio unico con tutti i soggetti coinvolti: «Chi ha espresso le proprie critiche in forma riservata, non lo farà in pubblico, finché non si sentirà davvero tutelato». Hanno concordato Luisetto e Dalla Pozza: «Era opportuno incontrare le parti in momenti separati, visto che il clima non accenna a rasserenarsi». I sindaci Sempre ieri la Conferenza dei sindaci ha ricevuto l’Ordine dei medici di Vicenza. Ha spiegato il numero uno Giacomo Possamai, primo cittadino di Vicenza: «Abbiamo incontrato e ascoltato il presidente Michele Valente, insieme ad altri consiglieri dell’Ordine, che ci hanno espresso la loro preoccupazione, definita "il grido di dolore e di allarme" relativamente alla situazione che c'è all'interno dell'Ulss rispetto alle tensioni forti con la direzione, alle liste d'attesa, agli aspetti che sono emersi in queste settimane. Dal nostro punto di vista ora è fondamentale incontrare il dg Assembergs e avere un confronto diretto con lui sulla situazione. Tutte queste tensioni non si devono ripercuotere sui pazienti, oltre che sui lavoratori. Il nostro obiettivo è tutelare i servizi sanitari e gli interessi dei cittadini».