VENEZIA - Tredici a tavola, senza patemi di superstizione, per un primo incontro di mezz’ora scarsa. Giusto il tempo di scoprire i dieci obiettivi, più uno, del patto su centralità della persona, territorio e innovazione, illustrato dal presidente Alberto Stefani e dall’assessore Gino Gerosa, presenti i rispettivi capi-segreteria Marco Mazzoni Nicoletti e Alberto Salmaso, poi firmato davanti ai giornalisti (ma non in diretta social: una mezza rivoluzione per Palazzo Balbi). Così ieri sono stati ufficialmente presentati i direttori generali delle aziende sanitarie e ospedaliere del Veneto o, come li ha chiamati il governatore con una definizione che fa già discutere a Ferro Fini, «i sindaci della sanità, vicini alla gente».
Più precisamente, un commissario cioè Giuseppe Dal Ben (Ulss 1 Dolomiti) e dodici dg: Giancarlo Bizzarri (Ulss 2 Marca Trevigiana), Massimo Zuin (Ulss 3 Serenissima), Carlo Bramezza (Ulss 4 Veneto Orientale), Mauro Filippi (Ulss 5 Polesana), Patrizia Benini (Ulss 6 Euganea), Giovanni Carretta (Ulss 7 Pedemontana), Peter Assembergs (Ulss 8 Berica), Pietro Girardi (Ulss 9 Scaligera), Paolo Fortuna (Ao di Padova), Paolo Petralia (Ao di Verona), Patrizia Simionato (Iov) e Paolo Fattori (Azienda Zero). «Ho scelto figure di qualità – ha detto Stefani – partendo dai profili di eccellenza secondo le valutazioni della commissione istruttoria. Con tutti loro firmiamo non solo un contratto, ma un “Patto” con dieci obiettivi».






