<p>Il concetto di Magnifiche 7 «è stato superato.

E al contempo stanno emergendo altri temi che hanno reso l'approccio alla tecnologia più globale, anche all'infuori degli Stati Uniti».

Così Maria Paola Toschi, global market strategist di Jp Morgan Am, ha presentato l'outlook per il secondo semestre del colosso americano dell'asset management. </p><p>Una visione di mercato in cui la tecnologia gioca un ruolo dominante («peraltro con multipli ancora razionali», sostiene Toschi), anche se sarebbe sbagliato approcciarsi a essa puntando solo sui soliti noti (le varie Meta, Apple, Microsoft, Google-Alphabet) che hanno dominato le corse dei mercati per tutto lo scorso decennio. «Se fino a qualche anno fa bastava comprare uno qualsiasi di questi titoli per avere un rendimento elevato quasi certo, oggi vanno individuati i nuovi vincitori e vinti».</p><p>Le vecchie Magnifiche 7 ormai sono diventate hyperscaler: società piene di cassa che possono disporre di centinaia di miliardi di dollari di capex (spese in conto capitale) per investire nei giganteschi data center in cui verranno poi immagazzinati i dati che servono all'AI per crescere e funzionare. </p><p>La chiave di volta degli ultimi mesi, secondo Toschi, è proprio «la quantità di investimenti annunciati: ormai osserviamo una «minore correlazione tra hyperscaler, che non si muovono più come un monolite» come in passato.