<p>Banche e big tech Usa protagoniste assolute in una giornata di mercato caratterizzata da tre fattori principali.
In primo luogo la guerra in Medio Oriente, con i nuovi attacchi degli Stati Uniti in Iran che però non hanno avuto effetti sui prezzi del petrolio, rimasti sostanzialmente stabili con il Brent sotto gli 84 dollari al barile e il Wti intorno ai 79. </p><p>In seconda istanza, il dato sui prezzi alla produzione Usa, scesi a sorpresa dello 0,3% a giugno, mentre gli analisti si aspettavano una lettura sostanzialmente invariata rispetto al mese precedente.
Il dato segue quello di martedì, che aveva mostrato un incremento annuo dei prezzi al consumo pari al 3,5%, anche in questo caso minore delle stime.
Due letture che, agli occhi degli analisti, aumentano le possibilità che la Fed non debba intervenire sui tassi di interesse con rialzi aggressivi già quest'anno.
Inoltre gli investitori sono diventati più ottimisti sull'andamento dell'inflazione dopo che il presidente della Fed di New York John Williams ha dichiarato che «ci sono ragioni incoraggianti per aspettarsi che il carovita abbia raggiunto il picco».</p><p>Il terzo fattore è la stagione delle trimestrali bancarie e del risparmio gestito.






