<p>Tecnologia protagonista nella giornata di mercato di ieri, in cui si è manifestata la frattura di cui parlano da tempo strategist e analisti di mercato: Magnifiche 7 in difficoltà, altri titoli del mondo AI e semiconduttori in rally grazie anche soprattutto ai conti record di Micron (si veda l'articolo in pagina).

Il detonatore della brutta giornata sul Nasdaq per i colossi tech tradizionali è stato Apple: la Mela di Cupertino ha preso la decisione «estrema» (questo il termine usato dagli analisti) di alzare i prezzi di alcuni suoi device – per ora sono esclusi gli iPhone – nel tentativo di compensare gli aumenti dei costi causati da una carenza senza precedenti di chip di memoria e dispositivi di archiviazione. </p><p>Per tutta risposta le azioni di Apple sono scese anche del 6,2% a 274 dollari, registrando il calo intraday più consistente in oltre quattro mesi.

Interpellato da Bloomberg un portavoce della società ha affermato che «la rapida espansione dei data center dedicati all'intelligenza artificiale ha determinato un'incredibile impennata della domanda di archiviazione» e che l'azienda «non ha mai assistito a un aumento dei prezzi dei componenti così consistente e rapido».</p><p>Il crollo di Apple ha trascinato con sé anche altri titoli delle Magnifiche 7: Microsoft -3,9%, Amazon -2,5%, Meta -2%, Alphabet -1,3%.