SAN STINO DI LIVENZA (VENEZIA) - A distanza di dodici giorni dall’omicidio di Chiara Guerra, ignoti si sono introdotti nella casa di famiglia dell’assassino della donna riuscendo a rubare numerosi gioielli in oro. Ieri sera, nel frattempo, è cominciata l’autopsia sul corpo dell’insegnante.
Il fatto È successo in via Don Milani a San Stino di Livenza (Venezia), all’interno della tenuta che comprende sia l’abitazione della professoressa Chiara Guerra – uccisa a coltellate dal nipote diciassettenne giovedì 11 giugno – sia quella dei genitori del giovane che ha confessato il suo omicidio tre giorni dopo aver scaricato il suo corpo nel canale Malghér. Per mettere a segno il colpo, i ladri hanno scavalcato il grande cancello che protegge la serie di abitazioni poste tutte sotto sequestro. I responsabili – con buona probabilità più di uno – sono riusciti ad entrare in casa dopo aver provato a forzare porte e finestre. Una volta dentro si sono messi alla ricerca del bottino, riuscendo a mettersi in tasca numerosi gioielli in oro che la famiglia aveva lasciato in casa prima di andarsene, quando sono stati posti i sigilli. Chiara Guerra, in 2mila alla fiaccolata per la prof accoltellata dal nipote 17enne: i racconti di amici e alunniLe indagini I carabinieri sono all’opera per comprendere quale sia stata la modalità del furto e, soprattutto, chi siano i responsabili. Da una prima ipotesi parrebbe già escluso che il furto sia in qualche modo collegato con l’omicidio. I ladri sicuramente sapevano che la casa in cui stavano entrando era posta sotto sequestro, impossibile non notare i sigilli posti sui cancelli. Quello che appare meno plausibile è che tra l’irruzione e il furto in casa e l’omicidio vi possano essere elementi di contatto. Non si sarebbe trattato – almeno secondo una prima indagine – di un fatto correlato. Si tratterebbe semplicemente di una casualità, almeno per il momento. I carabinieri stanno procedendo – ancora una volta questo mese – con la visione di tutti frame della videosorveglianza della via. Non solo, nelle prossime ore si ascolteranno anche tutti i vicini di casa che potrebbero aver notato qualsiasi strano movimento nella via. I ladri per il momento quindi sono ancora volti ignoti. Anche il bottino è in fase di quantificazione. Sconvolto il padre del giovane diciassettenne quando ha scoperto che in casa sua erano riusciti ad entrare i ladri. L’omicidio Il fatto era accaduto giovedì 11 giugno: nel primo pomeriggio di quel giorno il nipote di Chiara Guerra (oggi in carcere minorile) aveva ucciso la zia dopo una discussione avvenuta nella legnaia del caseggiato. Il giovane, dopo averla colpita con una trentina di coltellate – quasi tutte al volto – aveva anche cercato di darle fuoco, senza però riuscirci. Infilato il corpo della zia in un sacco nero, il giovane l’aveva caricato su una delle due carriole che sono state ritrovate a casa. Arrivato all’altezza dell’argine che costeggia il canale Malghér, sempre il giovane aveva fatto scivolare il corpo della zia nell’acqua. Corpo che è stato ritrovato ben cinque giorni dopo l’omicidio e tre giorni dopo la confessione del nipote. L’autopsia È cominciato ieri sera, intorno alle 19, l’esame autoptico sul corpo della cinquantatreenne assassinata. A svolgerlo, il medico legale Antonello Cirnelli. Sono molte le domande a cui l’esito dell’autopsia dovrà tentare di da re una risposta. Bisogna in primis stabilire l’ora e la modalità effettiva del decesso. Informazioni che poi andranno confrontate con quelle riferite dal giovane in fase di interrogatorio. Si tratterà anche di stabilire con certezza il numero dei fendenti e quale tra questi sia stato quello fatale. Dall’esame sul corpo della donna sarà anche possibile ottenere maggiori informazioni sugli istanti che hanno preceduto l’omicidio: in particolare se vi sia stata una colluttazione, se e in che modo la donna si sia difesa.










