Le ville di Silvio Berlusconi appartengono a un canone dell’immaginario politico-culturale della Seconda Repubblica: le senti citare e ti viene in mente il Cavaliere con tutto il carico biografico, e da autobiografia della nazione, che il fondatore di Forza Italia si portava appresso. Sono nell’album fotografico della politica italiana, e non solo, degli ultimi trenta e passa anni. Quella famosa, Blue Horizon, alle Bermuda, per lo scatto di Berlusconi che fa jogging con Gianni Letta, Fedele Confalonieri, Marcello Dell’Utri e Adriano Galliani. Quella celebre, villa San Martino, per le “cene di Arcore”, diventato un classico di titolo di giornale, fra alleati della coalizione di centro-destra (non ancora, dunque, destra-centro); Matteo Salvini, versione rottamatore, ha detto una volta di non sentire la mancanza di quelle cene.
Silvio Berlusconi con Vladimir Putin a Villa Certosa nel 2008
E poi, fra le tante che non abbiano neanche lo spazio di citare, la proprietà più famosa, luogo di incontri internazionali, villa Certosa – sette piscine, sette ville per gli ospiti, campi da calcio, campi da da golf, giostre, eliporto, bunker antiatomico, vulcano artificiale eccetera – che sarà venduta alla famiglia reale del Qatar Al Thani per un sacco di quattrini. Si dice 350 milioni di euro, ma vai a sapere.












