Villa Certosa è Silvio Berlusconi. In tanti sensi la storia della dimora extra lusso in Sardegna che ora la famiglia del Cavaliere ha venduto all’emiro del Qatar Al Thani per 350 milioni si intreccia con la storia del leader politico che più di tutti ha segnato la Seconda Repubblica. È stata, la villa di Porto Rotondo, un Palazzo Chigi bis, dove il fondatore di Forza Italia, da presidente del consiglio, ha ricevuto leader di ogni levatura e di ogni parte del pianeta.

VE LE RICORDATE LE FOTO di Berlusconi provocatoriamente sorridente mentre con una bandana in capo riceveva nella sua lussuosa magione l’allora influente leader britannico Tony Blair? Era il ferragosto del 2004, epoca d’oro del berlusconismo (e del blairismo, in fondo due facce della stessa medaglia). Blair non scese in uno dei lussuosissimi hotel del paradiso smeraldino, il favoloso regno della vacanze per milionari inventato dal principe degli Ismailiti Karim Aga Khan. Insieme con la moglie Cherie, il primo ministro della regina Elisabetta fu ospitato a Villa Certosa.

Lo spazio non mancava: 4500 metri quadri di superficie coperta, 68 stanze, un parco di 120 ettari. Alla tavola del Cavaliere in onore di Blair e consorte fu imbandita una cena da favola preparata dallo chef romano Michele Persechini: antipasto di insalatina di scampi, ravioli di ricotta con salsa di pesce, trofiette al pomodoro fresco, aragostina gratinata, torta gelato, Vermentino (ghiacciato) di Sardegna. Dopo cena, Silvio e Tony in motoscafo sino a Porto Cervo, accolti con entusiasmo, come solo poteva accadere negli anni Cinquanta del Novecento alle star hollywoodiane, dai danarosi turisti smeraldini. Blair un po’ imbarazzato, Berlusconi rilassatissimo in bandana bianca alla Pantani. E i paparazzi scatenati, attenti a non lasciarsi sfuggire le foto che il giorno dopo sarebbero diventate oggetto del chiacchiericcio mediatico che accompagnava sempre le esibizioni “cafonal chic” del leader della destra italiana.