TREVISO - Avrebbe voluto sedersi davanti alla commissione, discutere il suo percorso, arrivare a quel traguardo che aveva inseguito con determinazione anche nei mesi più difficili. Silvia Vecchiato, 19 anni, studentessa del quinto anno del Liceo artistico, si è arresa ieri alla malattia contro cui combatteva da tempo che se l’è portata via proprio nelle settimane in cui i suoi compagni stanno affrontando le ultime prove del loro percorso scolastico.
Il ricordo La notizia della sua morte ha attraversato la scuola lasciando un dolore profondo. Chi l’ha conosciuta la ricorda come una studentessa che non ha mai smesso di guardare avanti. Anche quando la malattia ha iniziato a sottrarle energie, Silvia ha continuato a mantenere un rapporto vivo con la scuola. Desiderava arrivare alla maturità. Lo voleva con la stessa forza con cui aveva affrontato ogni difficoltà. «Silvia si era ammalata alcuni mesi fa e, con il passare del tempo, la situazione è diventata sempre più difficile - racconta la dirigente scolastica, Sandra Messina -. Ma non ha mai interrotto davvero il legame con la scuola. Ci teneva moltissimo a restare dentro il percorso della sua classe. Nei limiti del possibile, e sempre in accordo con lei e con la famiglia, abbiamo cercato di mantenerla coinvolta nelle attività didattiche e formative». Per permetterle di continuare a partecipare, il liceo aveva attivato modalità a distanza, inviando materiali, compiti e attività a casa. Anche alcune prove necessarie per l’accesso agli esami erano state organizzate a domicilio. I docenti e i compagni hanno continuato a starle vicino, cercando di farle arrivare progetti, notizie dalla classe, fotografie e frammenti di vita scolastica. «La scuola è stata per lei un riferimento importante - continua la preside -. Non solo dal punto di vista didattico, ma anche umano. È stato un legame che l’ha sostenuta e animata finché è stato possibile. I professori hanno seguito l’evoluzione della situazione con grande attenzione, aggiornando la programmazione e cercando ogni volta le soluzioni più adatte perché Silvia potesse continuare a sentirsi parte della sua classe». Fine vita, l'ultimo viaggio di Lucia in Svizzera: «Patologia rara e incurabile, dopo anni di sofferenza ha deciso di morire così»La vicinanza Silvia aveva frequentato l’inizio dell’anno scolastico, poi a causa dell’aggravarsi della malattia le assenze erano diventate sempre più lunghe. La scuola, però, non l’ha lasciata sola. Anche durante gli esami, racconta la dirigente, insegnanti e compagni hanno continuato a pensarla. Alcuni sono andati a trovarla nei giorni più difficili, anche dopo le prove. «C’era molta apprensione nella sua classe - spiega Messina -. I compagni avevano condiviso con lei anni di scuola, progetti, giornate intere. Per questo la sua malattia è stata vissuta con grande partecipazione, anche con momenti di fragilità. Silvia è sempre rimasta presente nei pensieri della scuola». Era stata ammessa alla maturità. Aveva le carte in regola per sostenere l’esame e la scuola si era attivata perché quel traguardo restasse possibile. Non essendo riuscita a presentarsi alle prime prove scritte, era già stata avviata la procedura per una sessione straordinaria a settembre. «Per lei arrivare all’esame era una grande volontà - sottolinea la preside -. Era una ragazza studiosa, impegnata, partecipe e collaborativa. Abbiamo fatto tutto il possibile perché potesse avere questa opportunità. Poi, purtroppo, ieri mattina è arrivata la notizia che nessuno avrebbe voluto ricevere». Silvia guardava al futuro con molti sogni. Desiderava diventare insegnante nella scuola primaria. L’ultimo saluto a Silvia si terrà questo sabato alle 10 nella sala del commiato di via G.B. Riccioli, a Santa Bona. La scuola si sta organizzando per partecipare al funerale. «Faremo il possibile per esserci nel modo più ampio - conclude Messina -. Con gli esami in corso non è semplice riorganizzare tutto, ma per noi Silvia è troppo importante e vogliamo far sentire alla famiglia la nostra vicinanza».







