MUSILE DI PIAVE (VENEZIA) - «Hai sempre dedicato il tuo tempo allo studio, mettendo tutto il tuo impegno. Sei sempre stata forte come una leonessa. Solare con tutti e sorridente nonostante tutto. Ti vogliamo bene, Silvy». Le parole che annunciano la morte di Silvia Antoniazzi toccano nel profondo e, ieri mattina, hanno scosso la comunità di Croce, dove la famiglia viveva fino a un anno fa, prima di trasferirsi a Pralongo di Monastier (Treviso). Silvia aveva 21 anni e se l'è portata via un tumore, scoperto lo scorso ottobre: l'operazione, la chemio, le cure al Ca' Foncello di Treviso, quindi la sua forza ed il suo sorriso che non sono mancati mai. Ma non c'è stato nulla da fare ed è spirata nelle prime ore di venerdì. Lascia nel profondo dolore la mamma Natascia, il papà Fabio, la sorella Giorgia e le nonne Severina ed Annamaria. I funerali saranno celebrati martedì, alle 15.30, nella parrocchiale di Croce; domani, lunedì, alle 19, la veglia di preghiera al Santuario di Pralongo.
Brillante, solare, sempre disponibile e con quella innata capacità di creare belle relazioni, era difficile non notare Silvia. Asilo ed elementari a Croce, le medie alla "Toti" del capoluogo, quindi il liceo scientifico "Galilei" di San Donà di Piave e, infine, l'università; decide di iscriversi al corso di laurea in Ingegneria edile-architettura dell'università di Padova. Le è sempre piaciuto studiare: era affamata di conoscenza e non smetteva mai, al punto che, anche durante la malattia e le cure così impegnative, cercava di seguire le lezioni online. Ad ottobre le viene diagnosticata la grave malattia e da quel momento è iniziato il calvario, legato alla speranza che, tra l'operazione cui era stata sottoposta e le cure, ci potesse essere un domani nella sua vita.






