Che cosa è la montagna laterale? È quella che di solito non si vede: non il fondovalle, non le grandi vette, ma la fascia intermedia delle terre alte, quella dei boschi, delle frazioni appartate, dei prati strappati con fatica all’abbandono, dei paesi ancora abitati ma sempre più fragili.
È da qui che ha scelto di partire inBOSCati!, prima edizione del festival ideato da L’Altramontagna insieme al Comune di Fontainemore, in Valle d’Aosta, e già dal titolo capace di dichiarare il proprio orizzonte: stare nel bosco, ma anche interrogarsi sul significato, tutt’altro che univoco, dell’essere «imboscati».
Il cuore del festival, in programma il 4 e 5 luglio in una radura a 1500 metri, sul limitare della Riserva del Mont Mars, non sta solo nell’offerta di incontri, libri, musica e laboratori.
STA PIUTTOSTO NELL’IDEA che la montagna possa tornare a essere un luogo di vita, e non soltanto di consumo turistico. Una montagna da attraversare con lentezza, da abitare con rispetto, da immaginare come spazio di possibilità. Non una cartolina per visitatori frettolosi.
IL CONCETTO DI MONTAGNA laterale diventa allora anche una proposta culturale e politica. Laterale è ciò che resta ai margini dei grandi flussi e delle economie monoculturali del turismo. Ma proprio per questo può diventare laboratorio di futuro: abitare queste terre fa bene ai luoghi, perché contrasta l’abbandono e restituisce presidio umano; ma fa bene anche a chi le sceglie, perché offre una diversa misura del tempo, relazioni meno frenetiche, una distanza salutare dai modelli urbani più logoranti.






