| 24 Giugno 2026 23:02 |

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(Adnkronos) –

“Devi aspettare, c’è ancora la pubblicità”. I Mondiali 2026 passeranno alla storia (anche) per l’hydration break, l’interruzione forzata a metà del primo e del secondo tempo. In teoria, uno stop per consentire ai giocatori di bere e recuperare nelle giornate torride. In pratica, una pausa per consentire alle tv di piazzare un paio di spot. Negli Stati Uniti, è la prassi: basket Nba, football Nfl, hockey Nhl e baseball Mlb sono prodotti ideali per la television tra timeout, partite divise in quarti o inning, pause programmabili. Il calcio – o meglio, il soccer – negli Stati Uniti in particolare deve adeguarsi. Giocatori e ct non possono far altro che fermarsi, tra proteste più o meno esplicite. Il pubblico non gradisce e sottolinea l’inizio dei break con fischi eloquenti. Il leader dell’opposizione è senza dubbio Marcelo Bielsa, ct dell’Uruguay.

“Giocare 4 tempi e non 2 modifica la concezione culturalmente costruita per intepretare il calcio. Non aggiunge nulla, toglie molto. Quando si è deciso di dividere una partita in 4 fasi, non si è pensato all’effetto che questo avrebbe avuto sul calcio come sport che appassiona la gente. Si è pensato ad altri aspetti che non discuto o analizzo”, dice Bielsa, come ricorda il New York Times. Antonee Robinson, difensore degli Stati Uniti, ha fatto i conti con le rigide regole della tv durante il match con il Paraguay. Voleva rientrare in campo dopo il break, ma ha anticipato i tempi: “Gli arbitri mi hanno detto ‘No, hai ancora tempo. E’ a posto, la pubblicità è ancora in onda'”, dice Robinson.