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Tra le nuove regole introdotte ai Mondiali di calcio quella più evidente riguarda gli hydration break: cioè due pause da 3 minuti ciascuna, obbligatorie in tutte le partite, a metà del primo e del secondo tempo. Nominalmente sono state fissate per permettere ai giocatori di bere e riposarsi, dato che si gioca in estate e spesso di giorno. Qualcuno però ci ha visto un secondo fine – la possibilità per le tv di infilare altri spot pubblicitari – e un rischio eccessivo di spezzettamento del gioco e perdita di ritmo delle partite, che già nel calcio non è esattamente elevatissimo.

Fino a prima dei Mondiali, nel calcio internazionale queste pause erano chiamate cooling break e non erano obbligatorie: avvenivano soltanto quando la temperatura superava i 32 gradi, e si facevano dopo 30 minuti di gioco in ogni tempo.

La FIFA, l’associazione internazionale che organizza i Mondiali, aveva annunciato la uova regola a dicembre presentandola come necessaria per il benessere dei calciatori. Lo scorso anno durante il Mondiale per club, giocato in estate negli Stati Uniti, c’erano state molte lamentele sul caldo eccessivo, anche perché varie partite erano state giocate nel pomeriggio per venire incontro agli orari del pubblico europeo: una circostanza che si sta ripetendo anche ai Mondiali in corso adesso.