«Ci state togliendo il lavoro. Andare altrove? Perché dovremmo, io sono nato qui e cresciuto qui, a 57 anni dove dovrei andare?». Ferdinando ha l’abito da sala, giacca nera e papillon come ogni giorno ormai da oltre 40 anni. Da ragazzino è entrato nelle sale della Sonrisa di Sant’Antonio Abate assunto da don Antonio Polese, ed è rimasto diventando uno dei volti simbolo dell’albergo e ristorante di Sant’Antonio Abate famoso per lo sfarzo delle sue cerimonie. Ma in questi anni, mentre compleanni, matrimoni, comunioni ed eventi si celebravano, nelle aule dei tribunali andavano avanti i processi per lottizzazione abusiva.
All’interno dei 44 mila metri quadrati il Castello si è ingrandito non rispettando le normative urbanistiche, lo ha deciso una sentenza definitiva del febbraio 2024 che dichiara i locali della Sonrisa abusivi e senza la destinazione turistica - ricettiva. Domenica 14 giugno le ultime feste celebrate nella struttura, poi i cancelli si sono chiusi dopo la decisione del Consiglio di Stato che, in attesa di pronunciarsi nel merito il prossimo mese di novembre, ha confermato la legittimità della revoca delle licenze emessa dal comune. Le voci Il silenzio è durato dieci giorni, ieri una parte dei dipendenti che lavora nella struttura ha indossato magliette bianche con la scritta “Castello delle Cerimonie, La Sonrisa”, imbracciato bandiere e striscioni e urlato la propria rabbia. Donne e uomini ma anche tanti bambini e cittadini abatesi arrivati per dare la loro solidarietà. «Si potrebbero fare ancora tante cose, invece la nostra dignità è stata messa sotto i piedi.La Sonrisa, il Consiglio di Stato conferma il ritiro delle licenzeLa battaglia si vince restando uniti, stiamo dimostrando che siamo una famiglia, siamo il Castello fatto da questi uomini e donne. Chiediamo un incontro - afferma Gaetano Davide, altro volto storico del Castello - un tavolo, un’apertura mentale. Ci è stato detto “non posso fare più nulla per voi” cosa è stato fatto? Metterci in strada?». L’iter L’amarezza e qualche coro arriva anche contro la sindaca Ilaria Abagnale che sta portando avanti l’iter avviato dopo la sentenza definitiva. I beni sono già entrati nel patrimonio comunale ed ora, insieme al prefetto Michele di Bari, l’amministrazione sta provando a gestire la chiusura e anche lo sgombero delle abitazioni, anch’esse abusive. «In un territorio difficile come questo ognuno di noi cerca di rimboccarsi le maniche, per il lavoro abbiamo rinunciato alle nostre famiglie, alle recite, ai compleanni, agli esami dei nostri figli e questo è il ringraziamento. La Sonrisa è una delle poche realtà produttive di quest’area, unica fonte di sostentamento per tutti noi». Salvatore è cuoco da 40 anni alla Sonrisa, sostiene lo striscione e veste la casacca nera da chef. «Senza un briciolo di umanità, ci avete tolto il lavoro, il sorriso e la dignità» si legge nel lungo lenzuolo che i dipendenti sorreggono. Tra la folla Emma al microfono chiede che lo Stato intervenga trovando soluzioni «come per altre realtà lavorative. Sappiamo di città dove cooperative di lavoratori hanno proseguito - denuncia la donna ad alta voce - sappiamo che se ci fosse la volontà da parte del Governo tutto si potrebbe superare». I proprietari Mentre parla accanto a lei compare anche Sabatino Polese, fratello del defunto don Antonio e fondatore dell’impero Sonrisa: «se c’è lo Stato ci deve difendere - dice lo zio di donna Imma che ha ereditato la guida del Castello - i cancelli devono essere riaperti quanto prima, chiediamo l’intervento dello Stato». Nel lungo viale di accesso al ristorante vengono distribuite decine di bottigliette di acqua per far fronte al forte caldo. In strada le auto sono bloccate, solo un bus di linea che porta gli studenti all’università riesce a passare, il sit-in si scioglie in tarda mattina con la speranza che le voci di protesta possano aver sollevato l'emergenza lavorativa esplosa nei comuni della provincia sud di Napoli. Al termine della protesta la sindaca Ilaria Abagnale ha accolto una delegazione di lavoratori e ha espresso la sua solidarietà.











