Tanta paura ma nessun ferito nella sala d’attesa vuota per lavori. Ed è allarme impianti con un precedente al San Giovanni Bosco e un aspetto legato anche all’uso dei fondi per l’edilizia sanitaria che negli ultimi anni, per una certa quota, sono stati utilizzati per i rifacimenti degli impianti. Momenti di apprensione ieri pomeriggio nel distretto sanitario 37 dell’Asl Napoli 2 Nord, in piazza Annunziata a Giugliano. Un condizionatore ha preso fuoco nella sala d’attesa al primo piano, riempiendo di fumo l’intera ala. A evitare il peggio è stato il direttore del distretto, Michele Alfé, che ha impugnato un estintore e ha domato le fiamme prima dell’arrivo dei vigili del fuoco.
«Ero al piano di sopra e stavo scendendo per accompagnare gli allievi della scuola infermieristica - racconta al Mattino Alfé - a quel punto ho avvertito la presenza del fumo e visto le fiamme uscire da una stanza adibita a sala di attesa. Un ambiente per fortuna vuoto perché sottoposto a lavori di ristrutturazione. Ho chiesto che mi fosse passato un estintore, qualcuno me lo ha dato, l’ho impugnato e ho aggredito le fiamme alla base. L’incendio si è subito spento. Tanto spavento ma per fortuna nessun intossicato e nessun ferito». L’impianto Secondo una prima ricostruzione, il rogo sarebbe partito proprio dall’unità di climatizzazione. Il plesso è stato evacuato in via precauzionale per consentire le verifiche di sicurezza e l’aerazione dei locali. I vigili del fuoco, giunti quando le fiamme erano già domate, hanno messo in sicurezza l’area. Nessun paziente o operatore è rimasto coinvolto. L’incendio si è sviluppato in un settore già interessato da lavori di ristrutturazione. Da oggi il distretto riprenderà regolarmente tutte le attività assistenziali e amministrative. L’episodio riaccende tuttavia i riflettori sulla tenuta degli impianti di condizionamento nelle strutture sanitarie campane, messi a dura prova dall’ondata di calore che sta investendo la regione con temperature oltre i 35 gradi e notti tropicali. Non è il primo caso: un precedente si era registrato a inizio giugno all’ospedale San Giovanni Bosco dell’Asl Napoli 1.Monopattino sulla Tangenziale: due ragazzi ripresi in un videoAnche nel presidio della Doganella un condizionatore andò in tilt per un cortocircuito o un sovraccarico. A essere colpito fu il reparto di Rianimazione, con la necessità di evacuare i pazienti e rifare l’intero impianto. Il tema incrocia il capitolo dei fondi per l’edilizia sanitaria. La Regione Campania ha approvato programmi per oltre un miliardo di euro destinati a strutture e attrezzature sanitarie sull’intero territorio regionale. Risorse che in una certa quota sono state impiegate anche per adeguare e ammodernare gli impianti di climatizzazione e antincendio alle nuove norme. Resta però il nodo dell’uso quotidiano: i manuali di installazione impongono regole di sicurezza che, nella prassi, pochi conoscono e nessuno applica davvero. Con l’estate 2026 che si sta rivelando una delle più torride degli ultimi decenni, il “nervo scoperto” dei condizionatori diventa cruciale per la prevenzione negli ospedali e nei distretti. Molti impianti mostrano di non reggere il funzionamento prolungato alle temperature richieste. Quando vanno in sovraccarico, il rischio di incendi diventa concreto. E se a Giugliano è bastato un estintore e la prontezza del direttore Alfé, al San Giovanni Bosco servì evacuare un’intera rianimazione. Ora l’Asl Napoli 2 Nord avvierà tutti gli accertamenti tecnici per fare luce sulle cause del guasto. Ma la fotografia è chiara: tra ondate di calore sempre più frequenti e infrastrutture sotto stress, la climatizzazione non è più solo una questione di comfort ma anche di sicurezza.
















