Sì, d’accordo, c’è sempre un momento di sgomento quando ci si trova di fronte a una emergenza, ad un caso traumatico, a qualcosa di imprevisto. Ma è anche vero che in un ospedale pubblico visitato da migliaia di persone al giorno, certi eventi andrebbero previsti. Corsi di formazione, certificati antincendio, attestati per la gestione di una crisi. Materiale delicato, oggetto di una formazione ad hoc con tanto di diplomi abilitanti: un orizzonte che sembra essere stato trascurato in questi mesi o che non ha dato i frutti sperati, le performance richieste. Ospedale del Mare, tre giorni dopo, si punta a fare chiarezza sul rogo all’interno della struttura di Ponticelli. Danni per migliaia di euro, soldi pubblici che serviranno a restituire funzionalità a una intera ala divorata dalle fiamme.

Il retroscena Intanto, in Procura si punta a fare chiarezza su retroscena e responsabilità del rogo di domenica pomeriggio. Sono diverse le verifiche al vaglio dei pm, tanto che nel giro di poche ore il quadro investigativo è cambiato. Una sorta di inversione ad U, sotto il profilo investigativo: dall’ipotesi colposa delle prime ore, ad uno scenario decisamente più complesso. Dall’incendio per caso, complice una buona dose di superficialità, al rogo organizzato, messo a segno con intenzione, premeditato, studiato a tavolino. Inchiesta condotta dalla Procura di Napoli, in campo il pool che si occupa anche di reati in strutture lavorative, sotto il coordinamento del procuratore aggiunto Antonio Ricci, si parte da un’informativa degli agenti della sezione scientifica dei vigili del fuoco: una relazione tecnica che ha consentito di evidenziare la presenza di materiale infiammabile, se non addirittura accelerante, sul luogo indicato come punto dell’innesco. Siamo ai piedi della palazzina Hd3, quella a pochi passi dalle strutture di emergenza (Pronto soccorso e medicina di urgenza), le fiamme hanno trovato un solo argine: la bravura e la preparazione professionale dei vigili del fuoco, in uno scenario costellato comunque da una serie di intoppi che sembrano creati ad arte per rallentare l’intervento dei soccorritori.Il giallo dell’Ospedale del Mare, svolta nell’inchiesta sulle fiamme: adesso si indaga per rogo dolosoÈ un altro capitolo quest’ultimo su cui la Procura punta a svolgere approfondimenti, anche alla luce di un video che è stato pubblicato domenica pomeriggio dal sito di Repubblica. Parliamo dell’arrivo dei vigili del fuoco che resta bloccato, anche solo per una manciata di istanti, dai cancelli chiusi. Non si trovano le chiavi, nessuno apre ai soccorritori, tanto che il caposquadra è addirittura costretto ad alzare la voce di fronte ai vigilantes. Una impasse che dura poco, dal momento che poi le chiavi sbucano e i vigili del fuoco possono avere finalmente accesso all’area. Resta però il nodo della preparazione interna. Ed è uno dei punti su cui potrebbero essere condotte delle verifiche. L’esposto È di ieri una segnalazione anonima giunta al nostro giornale, da parte di un soggetto che sostiene di far parte dell’amministrazione interna all’Ospedale del Mare. Poche righe per chiedere attenzione e verifiche in campo investigativo su tutto ciò che ruota attorno alla sicurezza interna, vedi al capitolo certificati antincendio. Non un aspetto secondario per la vita di una dei più grandi presidi ospedalieri della città. Chiaro il quesito vibrato da un soggetto che si presenta come ben informato: «Andate a vedere se ci sono i certificati antincendio e come vengono spesi i soldi per la formazione». Parliamo di attestati che - nelle strutture pubbliche - vengono rilasciati anche grazie alla partecipazione di corpi o enti pubblici (come i Vigili del Fuoco o la Protezione civile), che in questo caso hanno sollevato non poche perplessità.Non è impossibile ipotizzare che ci sia la volontà da parte della Procura di approfondire anche questo versante emerso dopo l’incendio di domenica. Un caso che fa i conti sempre e comunque con un’ipotesi che ora attende riscontri concreti, al di là delle tracce di liquido infiammabile rinvenuto. Si lavora sui moventi possibili, qualora fosse confermata la pista dell’incendio doloso. Chi aveva interesse a creare danni all’Ospedale del Mare? C’è un mondo fatto di carte su cui andrebbe fatta chiarezza: carte che si traducono in finanziamento, procedure antiemergenza su cui c’è ora chi chiede trasparenza e rigore.