Milano, 24 giugno 2026 – Il Consiglio Direttivo della Banca Centrale Europea ha rialzato i tassi di interesse di 25 punti base principalmente perché le prospettive di inflazione nell’area euro si sono deteriorate, con una previsione di inflazione media del 3,0% per il 2026, ben al di sopra dell’obiettivo del 2%, e con l’inflazione effettiva salita al 3,2% a maggio 2026.

L’aumento del costo del denaro rischia di abbattersi sulle Piccole e Medie Imprese italiane, limita i margini operativi e di crescita e al contempo frena i consumi e l’acquisto di beni, innescando una recessione per il comparto produttivo e rendendo i finanziamenti bancari decisamente più onerosi.

“In uno scenario così complesso la competitvità delle PMI dipenderà dalla loro capacità di resilienza e di abbandonare la gestione emergenziale, muovendosi con anticipo nella definizione di soluzioni di prevenzione fiscale e di ottimizzazione finanziaria”, spiega Simona D’Alessandro, fiscalista di Partner d’Impresa, il primo network di commercialisti, avvocati e consulenti del lavoro nato per offrire al mondo delle pmi un sistema di servizi integrati, che in occasione della giornata mondiale delle PMI del 27 giugno dedica una riflessione a come mitigare il rischio di recessione in questo contesto con strumenti fiscali dedicati.