Una serata a Villa Abamelek in cui si ipotizza il nucleare per fermare le élite europee. La minacciosa propaganda russa si incastra con la pressione sul Baltico, l’invasione dell’Ucraina, il disordine in Medio Oriente, i Patti di Maometto e la strategia cinese. Una convergenza di interessi per corrodere la tenuta delle democrazie

Il 15 aprile 2026, mentre il mondo teneva gli occhi puntati sul Golfo Persico e sulle trattative Usa-Iran, a Roma accadeva qualcosa che è passato quasi inosservato, ma che merita attenzione. Nella splendida cornice di Villa Abamelek, la residenza dell’ambasciatore russo in Italia, si svolgeva la presentazione del saggio Dalla deterrenza alla coercizione: la nuova dottrina nucleare russa, in presenza di un folto pubblico di rappresentanti diplomatici, autorità e simpatizzanti dell’amicizia italo-russa.