Sono passati meno di due anni dalle Olimpiadi di Parigi, ma sembra non essere cambiato nulla: oltre dieci nuotatori si sono ammalati e alcuni sono stati ricoverati in ospedale dopo l’ultima tappa della Coppa del Mondo di World Aquatics che si è tenuta a Setubal, in Portogallo. Tra le atlete colpite anche la campionessa azzurra Ginevra Taddeucci, che con una storia su Instagram ha denunciato il suo incubo: “Una notte intera a vomitare, sdraiata per terra!”. Anche Gregorio Paltrinieri si è fatto sentire sui social, mostrando tutta la sua rabbia contro la federazione internazionale di nuoto: “La qualità dell’acqua è un problema, la temperatura dell’acqua è un problema, e non cambia mai davvero niente“. Per il nuoto in acque libere è come vivere un déjà vu.

Sembrano le stesse scene e le stesse parole di due anni fa, quando le gare dei Giochi parigini si svolsero nella Senna, il fiume della capitale francese. Fu uno dei grandi flop delle Olimpiadi di Macron: gare rinviate per le acque troppo inquinate, atleti che si sono sentiti male e altri che hanno vomitato dopo l’arrivo. Un’esperienza che già all’epoca Paltrinieri raccontò come un incubo: “Non si vedeva niente, l’acqua era nera. Avevo paura”. Le proteste degli atleti però non si sono tradotte in un maggiore garanzie sulla qualità delle acque in cui si svolgono le gare. Almendo stando a quanto è accaduto a Setubal.