Non è un biopic come gli altri, Bruce Springsteen: Liberami dal Nulla: è il racconto di un uomo che, prima ancora di diventare leggenda, ha dovuto guardare dentro di sé e affrontare le proprie ombre. Ed è proprio qui che nasce la forza del film, come spiega il regista Scott Cooper:
«Mostrare che anche Bruce Springsteen poteva soffrire come tutti noi era il motivo principale per cui ho fatto questo film. In America c’è una vera crisi di salute mentale: uomini isolati, adolescenti privi di connessioni, dipendenza dai social. Raccontare l’uomo dietro l’icona era essenziale.» Il film scava nelle ferite più profonde del cantante: i sensi di colpa, la difficoltà di connettersi con il padre, il sentirsi “diverso” da chi lo aveva cresciuto. Ma senza trasformare la storia in un manifesto.
«Non volevo fare un film “a tema”», precisa Cooper. «Volevo che il pubblico potesse dire: “Non mi vedo come Bruce Springsteen, ma mi riconosco in quell’uomo”. E magari trovare il coraggio di chiedere aiuto».
Per Jeremy Allen White, che interpreta il musicista, l’aspetto più importante era proprio mostrare il momento in cui Bruce sceglie di farlo: «Quella decisione ha plasmato il resto della sua vita: incontrare Patty, costruire una famiglia, diventare il compagno che voleva essere. Senza affrontare quel dolore, nulla di tutto questo sarebbe stato possibile».












