Tra poco nelle sale il film Springsteen: Liberami dal nulla. Che mostra un periodo difficile (ma fertile) nella vita della rockstar. Protagonista Jeremy Allen White: «Ho accettato perché lo voleva Bruce»

di Ben Sisario

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Jeremy Allen White ha trascorso mesi interi con la voce di Bruce Springsteen fissa nelle orecchie: ascoltando in loop nelle cuffie le 18 ore di Born to Run, la versione audiolibro del memoir del 2016 in cui la rockstar racconta la propria vita. È stato un piccolo ma fondamentale tassello per prepararsi a interpretare Springsteen: Liberami dal nulla, film dei 20th Century Studios, nelle sale italiane dal 23 ottobre, che si concentra sulla vita del Boss a partire dalle difficoltà affrontate nel realizzare l’album del 1982, Nebraska. Scritto e diretto da Scott Cooper (Crazy Heart), è un biopic che racchiude dosi di eroismo ed emozioni ad alto volume, tipiche delle biografie rock.

White ha dato il suo meglio: sul palco inzuppato di sudore, a cantare a squarciagola Born to Run davanti a un pubblico scatenato, improvvisa jam session in locali storici come lo Stone Pony che richiamava nel New Jersey eserciti di appassionati di musica, non solo rock. L’obiettivo di Cooper, dice Jeremy Allen White, «non era raccontare l’intera storia di Bruce Springsteen». Lo ha spiegato il regista: «Volevo realizzare qualcosa di più silenzioso e interiore, che parlasse di un momento molto specifico della vita di un uomo che affronta parte del trauma che si porta dietro dall’infanzia».