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Nell’aprile del 2024 l’attore Jeremy Allen White ricevette una telefonata inaspettata: era il regista Scott Cooper, che gli propose di interpretare Bruce Springsteen in un biopic di prossima uscita, che poi sarebbe diventato Springsteen – Liberami dal nulla, uscito giovedì.
Per quanto onorato dalla proposta, White ci mise un po’ prima di accettare. Si sentiva totalmente inadatto a un ruolo del genere, principalmente per ragioni tecniche. Non aveva mai suonato un accordo alla chitarra in vita sua e, pur essendo da sempre un grande fan della musica di Springsteen, non gli era mai capitato di cantare in pubblico.
Cambiò idea dopo aver letto la sceneggiatura scritta da Cooper, di cui apprezzò fin da subito la forma del racconto e l’attenzione per la dimensione psicologica di Springsteen. Il film infatti non racconta tutta la vita del cantautore, ma un momento circoscritto della sua carriera: quello in cui fece Nebraska, il suo disco più intimo e personale, composto tra la fine del 1981 e gli inizi del 1982 nel suo appartamento di Colts Neck, nel New Jersey. In quel periodo Springsteen stava affrontando un momento difficile: soffriva di depressione, e lavorava alla sua musica in un isolamento quasi completo.














