Non sarà stato un en plein quello di Paolo Sorrentino ai Nastri d’Argento, ma poco c’è mancato. Con il suo La Grazia, il regista napoletano, con otto premi su nove candidature, ha stravinto l’edizione 2026 del più antico premio cinematografico italiano ancora attivo, che ha compiuto 80 anni. Tra le statuette che si aggiungono al suo palmarès ci sono quella per per ‘miglior film’, per la regia e la sceneggiatura – firmate dal regista – e per i suoi interpreti, con Anna Ferzetti e Toni Servillo e l’irresistibile Coco di Milvia Marigliano migliore attrice non protagonista. Hanno vinto anche per lo stesso film Daria D‘Antonio per la fotografia, per il sonoro Emanuele Cecere e Mirko Perri e, infine, anche la produzione The Apartment – società del gruppo Fremantle – in associazione con Numero 10 e con Piperfilm.

Il film di Sorrentino (leggi qui la recensione) ha preso dunque le luci della serata, con il racconto del dilemma esistenziale del presidente della Repubblica, alias Servillo, che deve decidere se concedere o meno una grazia e firmare una legge sull’eutanasia. Un enorme successo, a cui il regista ci ha abituato, che non ha però oscurato anche le altre produzioni in gara. Tra gli interpreti, oltre alle ‘sorrentiniane’ Ferzetti e Marigliano, ha vinto anche Valerio Mastandrea per Cinque secondi di Paolo Virzì, premiato in ex aequo con il Nastro per il Miglior attore protagonista insieme a Servillo.