Il sindaco Pierluigi Peracchini ha evidenziato la portata dell'operazione, sottolineando come la tutela di questi reperti non sia un mero atto burocratico, ma un investimento sulla memoria collettiva: “Il restauro del Fondo Pergamene della Biblioteca Civica “Ubaldo Mazzini” rappresenta un intervento fondamentale per la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico della nostra Città. Questi documenti ripercorrono la storia del nostro territorio, e costituiscono una testimonianza straordinaria per approfondire le origini della Spezia e la sua evoluzione attraverso secoli ed epoche, soprattutto se pensiamo che alcune di queste pergamene risalgono a quasi mille anni fa: il restauro di questi preziosi documenti è quindi un modo concreto per riscoprire le nostre radici ed esplorare come la nostra Città sia cambiata nel tempo, secolo dopo secolo, dalle istituzioni alle relazioni sociali, dal tessuto economico a quello politico, passando per la toponomastica”.

Il Fondo, il cui primo nucleo fu acquisito dal Comune nel 1902 per la somma di 350 lire da un collezionista sarzanese, rappresenta un osservatorio privilegiato sulla vita medievale e rinascimentale del Levante ligure. La collezione comprende una porzione documentaria di estremo interesse legata al Monastero di San Venerio dell’isola del Tino, studiata in passato da nomi illustri della storiografia come Giorgio Falco ed Emilio Cerulli. Le pergamene non descrivono solo la geografia del Golfo, citando luoghi come Albana, Varignano, Fezzano, Panigaglia, Portovenere, Campiglia, Fabiano e Marinasco, ma offrono uno spaccato dettagliato sulle dinamiche feudali, le donazioni monastiche e l’economia dei borghi liguri.