Ospite del recente Letterature Festival di Roma, nel suo nuovo romanzo, Se non ho nessuno accanto il mondo si fa tenebra, ( Guanda editore), Manuel Vilas torna a interrogare i grandi temi che attraversano da sempre la sua opera: l’amore, la perdita, la memoria dei genitori, la paura della solitudine, il rapporto tra ciò che abbiamo vissuto e ciò che resta quando una storia arriva alla fine. Lo scrittore spagnolo costruisce un libro intimo e radicale, nato da una frase capace di incrinare un’intera esistenza: “Non sono più innamorata di te”.
Da quel momento, il protagonista non deve soltanto fare i conti con la fine di un matrimonio, ma con il crollo di una forma di realtà. L’addio di Ada diventa l’occasione per guardare dentro la dipendenza affettiva, il bisogno di essere amati, la fragilità dell’identità quando viene meno la presenza dell’altro. Vilas racconta il dolore senza cercare consolazioni facili, ma anche senza rinunciare alla pietà, all’ironia e alla possibilità che qualcosa, perfino dopo la fine, possa trasformarsi.
Il romanzo nasce da una frase che spezza una vita: “Non sono più innamorata di te”. Perché alcune frasi, nella sua letteratura, hanno la forza di cambiare non solo una relazione, ma l’intera percezione del mondo?










