Quando il vento soffia su uno stagno, le increspature che si formano intorno a un masso al centro dell’acqua disegnano motivi diversi. In piccolo, sono gli stessi fenomeni che per secoli hanno permesso ai navigatori delle isole del Pacifico di trovare minuscole terre disperse nell’oceano senza mappe, bussole o strumenti moderni di navigazione. Oltre a osservare il sole e il cielo, sapevano interpretare i segnali lasciati dall’acqua: le correnti, i riflessi delle onde, o il modo in cui queste cambiavano direzione dietro un’isola, creando quella che chiamavano “l’ombra del mare lungo”. Questa conoscenza, che può sembrare straordinaria, nasce da fenomeni che si possono osservare quasi ovunque: lungo un fiume, in una pozzanghera dopo la pioggia, o nel mare davanti a un porto.
È l’idea da cui parte Leggere l’acqua, il nuovo libro di Tristan Gooley che esce oggi in libreria ed è disponibile anche sul sito del Post, con spedizione gratuita. Come in Leggere gli alberi – il libro fino a oggi più venduto tra quelli pubblicati in due anni e mezzo da Altrecose – anche qui Gooley parte da osservazioni apparentemente piccole e familiari per offrire spiegazioni più ampie, mostrando quante cose si possano imparare dall’acqua che incontriamo tutti i giorni.










