L'ex sindaco di Roma lascia Rebibbia dopo 540 giorni di detenzione e critica duramente il sistema carcerario
Maurizio Perriello
Giornalista professionista e analista geopolitico. Dal 2012 collabora con testate e tv nazionali e internazionali e con realtà accademiche. Esperto di esteri, segue per lavoro soprattutto Russia e Cina. Scrive per importanti riviste di settore e tiene conferenze e corsi su geopolitica e giornalismo.
Dopo 540 giorni trascorsi nel carcere romano di Rebibbia, Gianni Alemanno è tornato in libertà. L’ex sindaco di Roma e leader del movimento Indipendenza ha lasciato il penitenziario accolto da decine di sostenitori e giornalisti. All’uscita, Alemanno non ha perso occasione di rivolgere parole dure contro il sistema carcerario italiano e ha lanciato un messaggio politico che chiama in causa anche Giorgia Meloni e il futuro della destra. Appena fuori dai cancelli di Rebibbia, l’ex primo cittadino della Capitale ha parlato di una situazione “terribile” vissuta in reclusione, definendola una “vergogna per la Repubblica”. Dichiarazioni che arrivano dopo una lunga detenzione legata alla condanna definitiva per traffico di influenze illecite in uno dei filoni dell’inchiesta nota come “Mondo di Mezzo”.











