Gianni Alemanno è uscito da Rebibbia e torna a casa. Appena varcata la soglia, l’attacco a Meloni: “Sulle carceri il Governo non ha fatto niente”.
"Esco, ma mi sembra di disertare una trincea". Così inizia l'ultimo post dell'ex sindaco di Roma Gianni Alemanno, il "Diario di Cella numero 63" prima dell'uscita dal carcere, avvenuta questa mattina. Alle ore 9 davanti al carcere di Rebibbia c'è già la folla radunata in attesa che esca l'ex sindaco. La sua uscita è avvenuta alle ore 10 circa, dopo una permanenza nell'istituto penitenziario di un anno, cinque mesi e 24 giorni, con una riduzione di 39 giorni dalla pena.
Camicia blu scuro, pantaloni e scarpe da ginnastica nere, un borsone sportivo scuro e una sacca colorata: così questa mattina si è presentato Alemanno all'uscita del carcere di Rebibbia, salutando gli agenti della polizia Penitenziaria che si trovano fuori dal perimetro del penitenziario. Ad accoglierlo una folla di attivisti, un fragoroso applauso e qualche striscione: su uno si legge "Auguri Gianni" e sull'altro "Uno di Fn Noi. Angri". Poi i cori: "Gianni uno di noi". Gli abbracci e gli scherzi. "Siamo qua perché sei un amico", si sente dire da qualcuno. L'arresto di Gianni Alemanno e la condanna Alemanno si trovava in carcere per scontare la sua condanna confermata anche in Appello a 6 anni di reclusione per il reato di traffico d’influenze illecite e abuso d’ufficio nell'ambito dell'inchiesta sul Mondo di Mezzo. Nella stessa inchiesta, era risultato essere indagato anche con l'accusa di corruzione e finanziamento illecito, da cui successivamente è stato assolto.










