VILLA DEL CONTE (PADOVA) - Anche quest'anno, puntuale come il naturale ciclo cosmico impone, il solstizio d'estate del 21 giugno scorso ha rinnovato il suo legame indissolubile con la chiesetta di San Massimo di Borghetto. Nel cuore dell'Alta padovana, nelle ore dell'alba del giorno più lungo dell'anno, il piccolo edificio sacro ha regalato ai presenti uno spettacolo di rara potenza emotiva e allo stesso tempo di geometrica precisione: un raggio di sole ha attraversato la penombra della navata per andare a illuminare esattamente l'altare maggiore.

La tradizione Non si tratta di una casualità, bensì della prova tangibile di una sapienza architettonica antica, capace di orientare le pietre, le aperture e le geometrie dell'edificio sacro in perfetta sincronia con i movimenti astrali. L'emozione che in questa circostanza si è respirata tra le mura storiche dell'oratorio di San Massimo, ha inevitabilmente fatto correre il pensiero a Stonehenge, il famoso cerchio di gigantesche pietre disposte in favore di sole nella pianura di Salisbury, in Inghilterra. Sebbene distanti migliaia di chilometri e separati da epoche storiche, oltre che culture e scopi profondamente diversi, il monumento neolitico inglese e la chiesetta dell'Alta padovana condividono lo stesso intimo segreto: la celebrazione del primo raggio di sole della nuova stagione, simbolo di rinascita. Per la chiesetta di San Massimo questo fenomeno rafforza il significato del simbolo teologico e spirituale della luce. Un evento che ha suscitato meraviglia, è stato vissuto e percepito collettivamente dai presenti come un segno di buon auspicio ed è stato condiviso sulle pagine social nientemeno che del Comune di Villa del Conte, della sindaco Antonella Argenti e del Comitato di tutela della chiesa di San Massimo di Borghetto Odv.