La Corte d’Appello di Bari, ribaltando la sentenza di assoluzione emessa in primo grado dal Tribunale, ha condannato a un anno e 8 mesi di reclusione (pena sospesa) una donna oggi 75enne, ritenuta colpevole dei reati di omicidio stradale e omissione di soccorso. Vittima dell’incidente mortale Francesco D’Ambrosio, barese di 31 anni, il cui corpo senza vita è stato ritrovato il pomeriggio del 27 novembre 2020 dalla Polstrada sull’asfalto della tangenziale di Bari, in carreggiata nord, all’altezza di Torre a Mare. Stando alla ricostruzione degli agenti che hanno condotto le indagini coordinate dal pm Chiara Giordano, la Lancia Y guidata dalla donna, all’epoca 69enne, avrebbe urtato, senza che l’imputata se ne fosse neanche accorta, la bici elettrica guidata dall’uomo.

Più nel dettaglio, stando all’accusa, l’imputata, mentre a bordo dell’auto percorreva la statale 16, «con la parte anteriore destra del veicolo urtava la parte posteriore della bicicletta elettrica di marca «reset» condotta da D’Ambrosio Francesco, il quale procedeva nella medesima direzione ed a seguito dell’urto veniva sbalzato contro il guardrail e decedeva». Inoltre, «dopo avere cagionato il sinistro stradale, non si fermava e non prestava soccorso alla vittima (che veniva successivamente rinvenuta cadavere sul ciglio della strada da una pattuglia della Polizia stradale di Bari) allontanandosi repentinamente da un altro automobilista che dopo avere assistito all’accaduto tentava invano di farla fermare, riuscendo soltanto a rilevare il numero di targa del veicolo e le caratteristiche fisiche della donna».